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Premio Terna: i piloni elettrici del futuro

parametric design, architecture and art

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Finalmente possiamo dirvelo. La settimana scorsa, il 16 dicembre, ci trovavamo con HDA a Roma, in occasione della cerimonia di premiazione del concorso Terna per l’ideazione di una nuova tipologia di piloni elettrici destinati alla realizzazione sul territorio italiano.
Come annunciato oggi dal quotidiano La Repubblica, il progetto di Hugh Dutton (HDA) ha vinto il primo premio e vorremo condividere con voi il nostro progetto, proposto nell’ambito del raggruppamento GIORGIO ROSENTAL (capogruppo), HDA Hugh Dutton Associés, Gozzo Impianti e CEGELEC Solutions & Services.

La nostra proposta consiste in un pilone in tensegrity che, grazie all’utilizzo delle tecnologie della lamiera saldata e il taglio a controllo numerico, adatta la propria forma e l’inclinazione ai movimenti del terreno e “danza con il paesaggio”. Questa proposizione, applicata a un “oggetto” fin da sempre percepito come appoggiato sul territorio in maniera astratta e insensibile, rappresenta una sfida radicale che coinvolge non solo l’architettura e la sua implicazione ecologica, ma anche altri campi come l’innovazione tecnologica e culturale.

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Torneremo a parlare di questi temi in seguito; per il momento, se volete saperne di più potete scaricare il comunicato stampa, dal quale abbiamo estratto alcuni brani del testo di presentazione di Hugh Dutton:

“Voler ideare un pilone elettrico in armonia con la natura potrebbe addirittura sembrare una contraddizione. I piloni tradizionali sono il simbolo stesso dell’intervento insensibile dell’uomo sul paesaggio.
Questi soldati industriali in marcia attraverso il paesaggio, gabbie di tralicci in acciaio galvanizzato, sono strutture certamente ottimizzate ed efficaci ma senza poesia.” [...]

“Concedere l’opportunità di riflettere su un rapporto nuovo di questi piloni con la natura ci appare allora come un segno di apertura e sensibilità.
L’epoca che stiamo vivendo è caratterizzata da interrogazioni profonde sul divenire del nostro pianeta; la questione ecologica è al centro delle preoccupazioni dell’uomo contemporaneo.
Il futuro sarà fortemente condizionato dalla risoluzione di tali quesiti.
In questo senso, la nostra sfida è che i nuovi piloni diventino un elemento integrato nel paesaggio, nonché un simbolo contemporaneo di una relazione con la natura che superi il contrasto per tendere alla simbiosi.” [...]

“La natura, scegliendo le forme delle foglie o delle piante, non è guidata da un’estetica puramente intellettuale. Piuttosto, la forma è la configurazione spaziale che definisce in modo inevitabile il rapporto di ogni oggetto con le forze della natura che lo circondano (vento, luce, temperatura e molte altre). I nuovi piloni si piegano per rispondere meglio alle forze che li sollecitano e, allo stesso modo, la loro sagoma é concepita per rispondere nel modo ottimale alla luce solare che li investe. Essendo la luce ciò che rende percettibili gli oggetti e che ne conferisce la loro qualità visiva, è evidente che questo aspetto sia di primaria importanza. In questo senso, i profili triangolari dei piloni fanno in modo che, da qualsiasi punto di vista, una sola faccia sarà visibile, evitando contrasti ombra/luce e massimizzando la luminosità dell’oggetto architettonico, che apparirà bianco e slanciato.” [...]

“…possono inclinarsi per esprimere le forze variabili che sono loro applicate, come un uomo che si sbilancia contro il vento forte per cercare l’equilibrio. Allo stesso modo, i piloni dialogano con la geografia del terreno e le linee di forza che ne risultano. Piuttosto che dominare il paesaggio come soldati insensibili, esprimono l’idea che la natura è la più forte in questo rapporto.
Abitualmente si considerano i supporti per l’elettricità’ come elementi standardizzati tutti uguali che possono essere installati in qualsiasi luogo indistintamente.
Al contrario un pilone elettrico ha una sua unicità che dipende da molteplici fattori: la posizione che occupa nel paesaggio, i carichi dovuti a condizioni atmosferiche differenti, le inclinazioni e la tipologia dei suoli sempre differenti” [...]

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Tutte le immagini e i testi qui sopra sono state realizzate da HDA e usano la licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 Unported
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This work is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 Unported License.

Concludiamo ricordanco che, in passato, si era già parlato di questo concorso quando Norman Foster aveva vinto con la proposta qui sotto (foto www.terna.it)

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